martedì 27 agosto 2013

Storytelling e marketing

Raccontare una azienda mediante lo storytelling è come attraversare una prima soglia del mondo magico dell'avventura, una sezione finita dell'infinità priva di senso del divenire del mondo, alla quale è attribuito senso e significato dal punto di vista dell'uomo e delle sue credenze.

Ecco alcuni semplici quesiti che generalmente sopraggiungono a chi si avvicina per la prima volta a questa meravigliosa tecnica di marketing:

  1. Perché si entra in sintonia con un racconto?
  2. Perchè alcune frasi ci trascinano in un mondo magico?
  3. Perchè la natura delle persone induce ad una azione invece di un'altra?


Per rispondere a queste semplici domande prima di tutto occorre fare una piccola premessa: "Affinché una storia abbia una vita occorre che abbia un lettore".
Tutti i lettori sono dotati di un subconscio che generalmente è affascinato dall'ignoto e crede a tutto ciò che gli si dice a meno che non ha prova di negazione.
Perché il subconscio è propenso a credere?
Perché è più semplice, è più immediato, non lo obbliga a rimodulare il ragionamento e cambiare il percorso delle sinapsi per trovare una verità, perché cambiare un percorso delle sinapsi vuol dire creare dispendio di energia e tempo, ma siccome il subconscio è organizzato per pensare alla sopravvivenza del suo corpo, l'unico caso in cui si cimenta obbligatoriamente in un ragionamento è nel caso in cui ci possa essere pericolo per lui, altrimenti se quella storia saprà raccogliere il suo desiderio di evasione il subconscio volontariamente si abbandonerà alla nuova realtà senza troppe esitazioni .
Fatta questa premessa ciò non toglie che affinché una storia sia affascinante e trasporti il lettore in un mondo magico occorre che sia costruita secondo precisi canoni procedurali, cioè postulati ben noti ai professionisti del cinema che si possono addirittura ricondurre come impiego già dal Rinascimento e forse anche all'alto Medioevo.
"Ciò che ha Senso stimola i Sensi ciò che stimola i sensi ha Senso", questo è uno dei principi del storytelling, occorre stimolare, emozionare, condurre il lettore in un ambiente ignoto, affascinante, dove forse antagoniste si contendono continuamente la scena, affinché il bene o il male riprendano il possesso di quel territorio.

Più le storie si avvicinano alle nostre esperienze di vita o a desideri nascosti e più il subconscio ci trascinerà dentro.
Noi stessi ci rendiamo conto che siamo stati trascinati in una storia quando il tempo non è stato più scandito dai minuti o dalle ore, ma dalle pagine che abbiamo sfogliato.
La nostra vita si muove su altre dimensioni, su una nuova sensibilità, vorremmo quasi aggiungere qualcosa alla storia.
Proprio così,  Qui nasce la nuova frontiera del story telling, non più commenti o recensioni su blog, ma partecipazione attiva alle storie del brand.
Il lettore entra in una microtrance come quelle descritte dal famoso ipnotizzatore Milton H. Erickson. 
Il brand non si racconta più con i 5 sensi, ma entrano in gioco tutti i sensi che hanno senso perché producono nuovi sensi della vita.
Come descrivereste  il sentimento della nascita di vostro figlio? L'emozione della prima volta che i vostri occhi si incrociano con i suoi non può essere spiegato da nessuno dei 5 sensi ma esiste nel senso che riesce a generare, l'emozione, l'energia sottile, l'energia della creazione, forze della natura, amore soprannaturale, forze che ci circondano ma ha cui non sappiamo dare una spiegazione fintanto che un evento non riesce a generare un SENSO.
Nello storytelling l'approccio alla storia si concretizza nei primi 5 secondi, e pertanto è necessario creare una rapporto di sicurezza sul contenuto come se quelle prime parole fossero già da tempo note al lessico del lettore.
Dopo questa prima fase un po ostica basta una piccola spinta, una spinta non attesa, un frase non comune, un concetto non ordinario, che faccia subentrare al lettore la curiosità che conduce allo scivolo dell'immersione da cui poi inevitabilmente, a parte errori grossolani dello scrittore, viene condotto ad una micro trance comandata che induce il lettore alla identificazione
A questo punto il subconscio non si fa perdere l'occasione di vagare nella storia come se fosse in un sogno, test medici comprovano che durante l'immersione in una lettura coinvolgente le micro tranche riescono a condurre il lettore in una fase di variazione fisiologica, rilevabile da strumenti, passando dai consueti da 8 - 13 Herz della fase Alpa ai 4 - 8 Herz  della fase Theta (frequenza presente nei passaggi dalla veglia al dormire e viceversa, si presentano inoltre  ogni ora o coppia di ora come micro trance di uno o più secondi). Lo stato Theta è facilmente identificabile  grazie alla sguardo perso nel vuoto, momento di sogni ad occhi aperti, ipnosi, stato meditativo e creativo, in quanto l'emissione di queste onde rendono la nostra mente creativa, intuitiva e soprattutto influenzabile, senza barriere della mente conscia.
Dopo aver finito di leggere la storia, il lettore comunemente  rimane per qualche secondo ancora nella fase di micro trance Theta con gli occhi spersi verso il testo, in questi secondi il suo subconscio sta archiviando molto in profondità i concetti che volevamo trasmettere (sempre che ci fosse qualcosa che volevamo trasmettere), sicuramente questo è il momento di proporre una Call to Action senza ulteriori distrazioni, basta un solo bottone  Rosso con delle frecce ed il gioco è fatto.
Non cercate una Call to Action?
Peccato il lettore sarebbe gratificato di poter fare qualcosa in risposta a quel testo.
Allora perché non proporgli di modificare qualcosa? 
Qui inizia lo storytelling sociale, dove una storia nasce, cresce e forse non morirà mai perché qualcuno la renderà viva fino all'infinito, come all'infinito sarà la storia di quel Brand che i posteri continueranno a veicolare.
Conoscete una pubblicità che sa fare di più?
Contattateci Ora per informazioni, saremo lieti di raccontare la storia del Vostro magico Brand.


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